È tempo di costruire

Anche questa settimana abbiamo preparato per voi un nuovo approfondimento gratuito e, come cerchiamo di fare sempre, proviamo a guardare avanti con questa riflessione di Marc Andreessen, uno degli informatici che negli anni ’90 creò Mosaic, il primo programma per navigare su Internet.  Buona lettura!

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“È tempo di costruire”: si intitola così un articolo pubblicato da Marc Andreessen, sul sito del suo fondo di venture capital “a16z”, lanciato nel 2009 insieme con Ben Horowitz, imprenditore del settore tech.

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e le sue conseguenze economiche e pratiche, scrive Andreessen, hanno messo in evidenza quante cose basilari ci mancano o sono comunque insufficienti in questo periodo: dagli strumenti sanitari per diagnosticare la malattia fino alla capacità di erogare aiuti finanziari in tempi rapidi per sostenere chi ne ha necessità.

La colpa? Be’, si può attribuire al partito al governo, a quello di opposizione, a un Paese straniero o a un’organizzazione internazionale, secondo le proprie inclinazioni, ma – sostiene l’imprenditore – l’elemento oggettivo è che tutto il mondo occidentale è risultato impreparato.

Perché? Perché abbiamo scelto di non costruire. Ci siamo cullati, con compiaciuta noncuranza, nello status quo. 

A sostegno di questa opinione, Andreessen fornisce alcuni esempi: in aree come la Silicon Valley, afflitta da una crisi abitativa che ha generato affitti e prezzi delle case stellari, non siamo stati capaci di costruire più abitazioni. Le università – tra quelle americane ce ne sono di blasonate e costosissime – non sono in grado di accogliere ogni anno che una microscopica percentuale dei quattro milioni di neodiciottenni che potrebbero intraprendere gli studi. L’industria ha preferito delocalizzare perché meno costoso, invece di investire nell’automazione e nella formazione di lavoratori specializzati in grado di gestire questi nuovi sistemi.

Il problema, sostiene Andreessen, non sono nemmeno i soldi: è la volontà. “Dobbiamo avere voglia di costruire ciò che ci occorre, molto più di quanto abbiamo voglia di restare inerti”.

Costruire non è semplice – prosegue – non è un’azione più adatta a un approccio politico o a un altro, è un’azione che va misurata guardando ai risultati, è un’azione che richiede il coinvolgimento diretto o indiretto di tutti. Un’azione che richiede una mentalità condivisa che ha come obiettivo costruire”. 

PS: Andreessen parla principalmente degli Stati Uniti, ma se sostituite alcuni soggetti il discorso suonerà comunque calzante.