Come scegliamo le fonti

Reuters, Financial Times, Repubblica, Corriere, Washington Post, Politico, Guardian, Le Monde, Il Sole 24 Ore, New Yorker… l’elenco potrebbe continuare a lungo, ma se siete già nostri abbonati (se non lo siete ancora, potete fare una prova gratis di 30 giorni), sapete che, giornalisticamente parlando, dentro a ognuno dei nostri briefing c’è uno spicchio di mondo

Credits: Tomasz Hanarz

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Come scrivevamo qualche tempo fa – qui e qui, per l’esattezza – crediamo che i link alle testate siano una forma di meritocrazia. Perciò dietro a ogni link, c’è una scelta che si basa su questi criteri:

  • chi prima arriva: la priorità va, ça va sans dire, alla testata che per prima ha pubblicato la notizia, in esclusiva o meno;
  • chi meglio arriva: se non c’è nessuno al quale è possibile attribuire la maggiore tempestività della pubblicazione, cerchiamo di trovare la cronaca più chiara e ricca, l’analisi più approfondita, l’opinione che proponga una risposta o che faccia sorgere una domanda;
  • il più vicino: specie se parliamo di fatti avvenuti all’estero, ma può valere anche per la cronaca locale, ci sforziamo di trovare la fonte giornalistica più vicina. La conoscenza del contesto che possiede chi vive in un luogo è una ricchezza da valorizzare anche attraverso il briefing e, grazie a Internet, la scelta di non avere confini – geografici e mentali – è una scelta possibile;
  • il più accessibile: nei limiti delle nostre possibilità ma sempre nel rispetto dei criteri che abbiamo appena elencato, cerchiamo di scegliere preferibilmente link che non richiedano un abbonamento per accedere.

Last but not least, c’è una categoria a parte di link – un po’ come le menzioni speciali delle giurie ai festival – che potremmo chiamare “sii il mio Virgilio”. È quella che riguarda soprattutto le letture che pubblichiamo nella sezione “Weekender” e le aperture della domenica e che comprende tutti quegli articoli che, leggendoli, ci hanno portato in un luogo nuovo, ci hanno mostrato le cose da un altro punto di vista, ci hanno fatto pensare: “Wow, questo sarebbe perfetto per Good Morning Italia!”.