Un glossario per il briefing

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Nel libro “Intervista con il potere” Oriana Fallaci scriveva: “Risponderò in stile minigonna, cioè in modo abbastanza lungo da coprire l’argomento e abbastanza breve da renderlo interessante”.

Un manifesto di due righe scarse che potrebbe dare materiali di riflessione per mesi a chi scrive, titola e, in varie forme, racconta.

Il titolo in particolare è una sfida in fatto di sintesi, capacità di informazione e attrattività. Non ha praticamente una ricetta precostituita, ma è un biglietto da visita, una porta d’ingresso, un segnale stradale. Azzeccarlo o sbagliarlo è un po’ come dosare il sale.

Nel nostro piccolo, il briefing ha un suo glossario, che funziona soprattutto come segnaletica: non avendo delle sezioni fisse come sui giornali non c’è uno schema di contenuto prefissato, ma serve a dare l’idea del punto in cui siamo. 

Così “ORIZZONTI” annuncia che si parla di dati macroeconomici, politiche monetarie, trimestrali e acquisizioni, giusto per citare qualche esempio. “MONDO REALE” è la finestra, breve e concisa per scelta editoriale, sulla cronaca e, se è un po’ curiosa, diciamolo, non ci dispiace. “BACK TO ITALY” perché il panorama che abbiamo in mente è globale e, quindi, quando parliamo d’Italia è un po’ come spostare l’obiettivo e rimettere a fuoco su ciò che accade a casa nostra.

Altri titoli ricorrenti potrebbero rientrare quasi nella categoria “tormentoni”. Un sempreverde è  “…, remember?”, che è una sorta di segnalibro temporale: ci sono casi, storie, notizie che ritornano – “Alitalia, remember?” per dirne una – e l’intento è quello di rimarcare a chi legge, talvolta con ironia, che c’è qualcosa di nuovo da sapere. Oppure, “Romanzo Quirinale” o “Ilva funesta” che ci hanno tenuto compagnia a lungo per, ovvio, dovere di cronaca.

E poi, certo, il succo della faccenda è che “il mattino ha l’oro in bocca!”.