Dall’IRI al briefing: com’è cambiata l’informazione di Fincantieri

Credits: Fincantieri

Non conosci ancora Good Morning Italia?
C’è una prova gratuita per te

Una buona informazione – selezionata, accurata, costruita su misura per le proprie esigenze – è un valore: come abbiamo scritto in un precedente post, c’è un intero filone di studi che si concentra sull’economia dell’attenzione e sull’impatto che questa risorsa, scarsa e preziosa, ha nei processi di un’organizzazione.

Antonio Autorino

In quest’ottica abbiamo incontrato Antonio Autorino, responsabile dei rapporti con la stampa del gruppo Fincantieri, che da quattro anni utilizza un briefing corporate, battezzato “FinNews” e prodotto da Good Morning Italia, per informare il management e i dipendenti. 

Perché avete scelto di creare FinNews?
“L’idea di FinNews è nata per rendere il servizio di rassegna stampa più efficiente e accattivante. Siamo un’azienda nella quale c’è per tradizione molta attenzione alle news, una cultura che ci deriva dai tempi dell’IRI, che ha fatto scuola al privato anche in questo ambito. In questo senso la nostra rassegna è un prodotto che si è progressivamente evoluto in base alle tecnologie disponibili: oggi il briefing rappresenta la soluzione per disporre di un prodotto ben confezionato in tempi contenuti che mette a disposizione un’informazione corretta e ad ampio spettro, in grado di dare a chi lo legge il ‘flavour’ della notizia. La scelta di un briefing digitale ha anche un doppio risvolto pratico: ci ha permesso di estendere a tutti i dipendenti  la possibilità di ricevere la rassegna stampa, passando così da qualche decina di manager a una popolazione aziendale di circa seimila persone. Il secondo vantaggio va letto in chiave di sostenibilità, perché abbiamo abolito la riproduzione delle copie cartacee che venivano stampate in passato”.

Quali sono i temi più rilevanti del briefing?

“Comincerei senz’altro dalle notizie che coprono i temi legati ai business aziendali: la cantieristica, lo shipping, la difesa e, più recentemente, il mondo delle infrastrutture. Poi per noi è altrettanto fondamentale avere un quadro chiaro dei grandi temi di attualità, di taglio economico, politico e del mondo del lavoro”. 

Come si è evoluta la cultura della comunicazione in questi anni in un’azienda globale come Fincantieri?

“Come dicevo abbiamo sempre avuto una  grande attenzione all’informazione e questa è rimasta una costante nel tempo. L’evoluzione è più legata ai mezzi tecnologici a disposizione e poi ovviamente si accorda alle strategie del gruppo. Indubbiamente un elemento fondamentale è la considerazione da parte del management dell’importanza di ricevere le notizie presto e attraverso un servizio di qualità, riconoscendo in questo un vantaggio, quello di poter essere reattivi, con cognizione di causa, sia da un punto di vista decisionale sia più propriamente comunicativo”.

Come si inserisce il briefing nella routine di lavoro?

“D’abitudine monitoriamo le notizie in modo costante durante la giornata, inviando anche due aggiornamenti quotidiani curati dall’ufficio stampa. Poi il monitoraggio prosegue fino alla sera tardi, sia per seguire specifiche vicende sia per verificare concretamente che riscontro sta trovando il lavoro fatto. Dopodiché al mattino, la fase di verifica della bozza del briefing è il momento in cui si limano i dettagli”.

Il tuo team è un team abbastanza giovane: che ruolo hanno avuto nella scelta di adottare il briefing?

“Per età anagrafica e mentalità hanno avuto un ruolo determinante. Infatti sono stati loro a spingere per un aggiornamento che, tra l’altro, ha richiesto anche un grosso sforzo sotto il profilo informatico. Di sicuro, a loro va il riconoscimento per la freschezza e l’entusiasmo dedicato per sostenere e cavalcare questo importante cambiamento”.