Sintesi, efficacia e stimolo a informarsi: il briefing al servizio dei dipendenti

Credits: Banca Ifis

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La sintesi non è semplice brevità ma saper estrapolare il succo delle notizie e stimolare la voglia di leggerle. È un po’ questo il senso e l’esperienza con il briefing corporate di Good Morning Italia raccontata da Eleonora Vallin, Responsabile Ufficio Stampa e Media relations presso Banca Ifis.

Come mai Banca Ifis ha deciso di adottare il news briefing?

Eleonora Vallin
Eleonora Vallin

“Il nostro obiettivo era portare il maggior numero di dipendenti a essere informati. Siamo partiti qualche anno fa dall’ottimizzazione della rassegna stampa classica: abbiamo anticipato l’orario dalle 9 alle 8 del mattino e dato a tutta la popolazione aziendale la possibilità di accedere alla rassegna anche dalla Intranet. Nell’ultimo anno abbiamo affinato l’editing, cercando di trovare il giusto equilibrio anche nel numero di notizie da offrire: non oltre 50 articoli. Durante il lockdown del 2020, come comunicazione interna, è stato sperimentato in house un primo embrione di newsletter. Il passaggio al briefing rappresenta un’innovazione dal punto di vista sia della struttura sia della sintesi e ci è parsa la soluzione più adatta per disporre dell’informazione quotidiana con un formato e uno stile appealing”.

Come è stato accolto il briefing?

“Abbiamo ricevuto dei feedback molto positivi dai circa 1.800 dipendenti. In modo particolare abbiamo riscontrato un alto tasso di gradimento tra i più giovani. Ciò che è maggiormente apprezzato è la sintesi, la visione a 360° sulle notizie, la consapevolezza di essere davvero informati a fine lettura e in poco tempo. Consultare una rassegna stampa composta solo da “ritagli”, seppure selezionati ed editati, portava soprattutto i “non addetti ai lavori” a leggere solo i titoli o a linkare le prime pagine. Il briefing, invece, invoglia alla lettura di un numero più alto di notizie perché esse sono condensate in un unico flusso. È apprezzata la qualità del prodotto, si percepisce che dietro c’è la componente umana, non un algoritmo. Ugualmente è molto gradito l’uso di link a testate straniere che sono considerate uno stimolo e una contaminazione”.

Il briefing ha tre diversi formati che variano in base ai giorni della settimana: ci racconti per quali ragioni avete voluto svilupparli in questo modo?

“Il primo bisogno era quello di assicurare un’informazione legata all’attualità dal lunedì al venerdì con focus sull’economia, la finanza e la politica interna. I formati del sabato e della domenica hanno l’obiettivo di allargare l’orizzonte dei temi affrontati e invogliare ad aprire l’e-mail anche durante il weekend. In quest’ottica, il sabato abbiamo scelto di approfondire i temi della sostenibilità in linea con la nostra strategia aziendale, in modo da poter leggere notizie che ci tengano aggiornati e creino ingaggio su questi temi. La domenica, invece, in linea con i piani editoriali di molti quotidiani, è diventata anche per Banca Ifis la giornata della cultura e dell’intrattenimento ma soprattutto l’occasione di lettura più lenta e approfondita, ad esempio, degli editoriali pubblicati durante la settimana”.

Quali sono le altre fonti di informazione che usate correntemente?

“Le agenzie di stampa, oltre a una serie di abbonamenti digitali ai principali quotidiani italiani e stranieri che abbiamo reso disponibili al top management. Personalmente sono abbonata anche alle newsletter di Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, Il Post e Bloomberg e molte notizie le apprendo dai social. In particolare, LinkedIn. Da un punto di vista organizzativo, utilizziamo le chat di gruppo su WhatsApp per condividere i flussi informativi”.

E voi come fate e gestite informazione verso l’esterno?

“Credo molto nella capacità delle aziende di essere anche media company, soprattutto quando hanno e producono contenuti interessanti. Da circa un anno stiamo positivamente sperimentando nuovi spazi di brand journalism. I native e i branded content online sono delle leve di comunicazione aziendale in stile giornalistico molto forti, con ritorni misurabili in termini di visualizzazioni, link e accessi al sito di riferimento. L’obiettivo è riuscire a far parlare di sé senza essere autoreferenziali ma attraverso il racconto di fatti, attività legate ai business, con nuovi format come quello evergreen dell’educazione finanziaria o i più attuali podcast, o grazie alla potenza dei dati di cui ci si può fare interpreti e osservatori. La leva è sempre la qualità”.