Un briefing formato famiglia

Credits: Bino Storyteller

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“Da piccole ghiande nascono solide querce”, dice un proverbio inglese, e questo è il motto, lavorativo e familiare, adottato da Davide Coral e Sara Mandalà. Imprenditori nel settore e-commerce, dove gestiscono due siti che si occupano della vendita di prodotti ecosostenibili, sono anche i genitori di Mattia ed Emanuele, con cui hanno inaugurato l’abitudine, specie nel fine settimana, di commentare le notizie lette sul briefing di Good Morning Italia.

Davide Coral e Sara Mandalà

“È iniziato tutto quando a scuola un insegnante ha detto a uno dei ragazzi che non era possibile che non guardasse il telegiornale – racconta Davide -. È un’osservazione che capisco benissimo dal punto di vista dell’insegnante, ma non credo che non guardare il telegiornale significhi non informarsi. Con mia moglie pensiamo infatti che un tg non sia adatto a dei bambini di 9 anni perché c’è spesso molto cronaca nera, trattata nei suoi dettagli più violenti e spettacolarizzati, e molta politica interna. Su quest’ultimo argomento, pensiamo che a quell’età non si abbiano ancora gli strumenti per comprendere certe dinamiche e non vogliamo che questo finisca per produrre nei ragazzi una sfiducia incolmabile negli adulti. Su Good Morning Italia troviamo già una forte scrematura su questi aspetti e questo ci facilita nell’individuare quali possono essere le notizie più interessanti di cui parlare a cena”.

Come scegliete le notizie di cui discutere?

“Credo che il criterio principale sia quello dell’interconnessione: pensiamo sia molto importante far capire ai ragazzi che siamo tutti collegati. Ci interessa poco parlare, per esempio, della nomina di un ministro dell’Ambiente oppure del fatto che magari sia coinvolto in un caso di corruzione. All’opposto, ci interessa molto parlare invece del clima e delle questioni legate al cambiamento climatico. Oppure di politica estera. A volte sono loro a chiederci spiegazioni su qualche argomento di cui magari hanno sentito parlare e allora cerchiamo di fornire loro un po’ di dati. Possibilmente cerchiamo di dare loro informazioni il più possibile concrete perché a quell’età non puoi parlare troppo per astrazione. Per esempio, durante la recente crisi tra Israele e Palestina, sono andato a leggere alcuni degli approfondimenti e mi hanno aiutato a ripassare cosa era successo in precedenza, a dare loro informazioni su quanto è grande la Striscia di Gaza – all’incirca un decimo del territorio del Friuli, per dare loro un paragone comprensibile – e quindi a poter dare loro qualche informazione in più su una vicenda storicamente e politicamente complessa”.

Quali sono le reazioni dei ragazzi?

“In generale, un fiume di domande, che sono spesso uno stimolo per noi genitori per approfondire. Talvolta ci prendono anche in contropiede e quindi dobbiamo darci da fare per rispondere. Sono attratti comunque da temi sui quali sentono anche di poter fare qualcosa direttamente, per esempio l’ambiente”.

Un episodio di “contropiede”?

“Uno recente riguarda la Festa della Repubblica: in quel caso ci hanno dimostrato di saperne più di noi, grazie a quanto fatto a scuola, perché ci hanno raccontato che nell’Assemblea Costituente c’erano 23 donne. Poi abbiamo parlato del suffragio universale e della scelta tra monarchia e repubblica. Da lì è partita una discussione, filosofica direi, sul perché riteniamo che la repubblica sia la migliore forma di Stato e su quali sono le altre alternative. Insomma, una di quelle conversazioni dopo le quali mi alzo da tavola con una certa soddisfazione!”.

Come avete iniziato a leggere il briefing?

“Tramite la segnalazione di un amico. Io sono anche un giornalista, come formazione, ma negli anni mi sono spesso sentito deluso dal lavoro fatto da diversi giornali e così sono approdato su Good Morning Italia, di cui apprezzo l’essenzialità, la capacità di dare una visione generale e il piglio globale. E poi ha un linguaggio semplice, lo può leggere effettivamente anche un bambino perché le frasi brevi vanno incontro a quelle che sono le loro capacità e abitudini a quell’età. Poi, con l’aiuto di un adulto, anche loro possono capire meglio il significato delle notizie. Il nostro ‘lavoro’ è di prendere un po’ il grandangolo e partendo da una notizia come quella della funivia del Mottarone, invece di limitarci a discutere di chi sia la colpa, proviamo a ragionare su come si sfrutti la montagna, su quale sia il rapporto tra uomo e territorio, su quali potrebbero essere modi alternativi per vivere e lavorare in queste aree”.