L’Italia vista con gli occhi di un “italiofilo”

Credits: Ozgu Ozden

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Dialogando con la grande comunità degli abbonati di Good Morning Italia capita di fare degli incontri sorprendenti. Oltre a un discreto numero di italiani residenti all’estero che usano il briefing per tenersi aggiornati su ciò che accade nel nostro Paese, ci sono infatti anche degli “italiofili”, con passaporti di altri Stati e un vivace interesse per le vicende nostrane. Uno di loro è Slawek Blich, giornalista polacco, da tre anni di base a Praga dove è vice caporedattore e responsabile dello sviluppo dei prodotti digitali di KrytykaPolityczna.pl.

Ci parli di te e del tuo lavoro? 

Slawek Blich

“Vivo a Praga, in Repubblica Ceca, e lavoro come vice caporedattore e responsabile dello sviluppo dei prodotti digitali presso KrytykaPolityczna, una delle più grandi reti progressiste di media, istituzioni e attivisti dell’Europa centro-orientale. 
Come giornalista, ho lavorato sia con i principali media sia con editori indipendenti a Varsavia, Roma, Praga e Londra. In quegli anni – ero ventenne – ho fatto il giornalista musicale, il conduttore radiofonico e il cronista.
Ciò che ha cambiato completamente il mio modo di guardare al giornalismo è stato un breve periodo di formazione alla Guardian Academy durante i giorni del ‘digital first’ di Alan Rusbridger. Ricordo di aver letto Firestorm, il rivoluzionario esperimento multimediale che raccontava un devastante incendio in Tasmania e le sue conseguenze. Vedendolo, ho pensato: ‘Questo è quello che voglio fare anche io! Questo è il futuro del giornalismo!’. Oggi sappiamo che non lo era, ma i colleghi del Guardian avevano ragione nel cercare di andare oltre il modello della ‘piramide invertita’ (tecnica di scrittura giornalistica, ndr) per esplorare nuovi formati, narrazioni e modi per interagire con il pubblico attraverso il digitale. Questa esperienza ha influenzato profondamente il mio modo di lavorare e mi ha spinto verso lo sviluppo di prodotti digitali per i media”.

Puoi dirci di più su Krytyka Polityczna, la testata in cui lavori? 

“Krytyka Polityczna si considera tra gli eredi contemporanei dell’intellighenzia dell’Europa centrale e orientale impegnata nel promuovere un ethos nell’attività pubblica. L’attività comprende il sito KrytykaPolityczna.pl, una rivista trimestrale, una casa editrice, centri culturali e club di attivisti in una dozzina di città in tutta la Polonia, a Kiev e a Berlino, oltre a un centro di ricerca, l’Istituto per gli studi avanzati di Varsavia.
In KrytykaPolityczna.pl, cerco di creare un ponte tra il giornalismo tradizionale e le tecnologie digitali, intrecciando la user experience e il design dei prodotti digitali con la qualità della scrittura e dell’editing. Mi occupo inoltre anche di pianificare strategie di raccolta fondi coerenti con i nostri obiettivi”.

So che di recente avete pubblicato un pezzo sulla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. Come appare l’Italia da Praga?

“Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sono quasi una logica conseguenza delle politiche di austerità che l’Italia persegue dal 2009. Bassi salari, disuguaglianza, povertà e insicurezza permanente spingono milioni di persone nelle mani di xenofobi che rifiutano sia la diversità che un’integrazione più profonda dell’Europa per i loro soli vantaggi politici. Un vero gigante della teoria economica e uno dei più importanti intellettuali pubblici del XX secolo, John Maynard Keynes ci aveva avvertito che è impossibile uscire dalla recessione economica quando tutti stringono la cinghia. Tuttavia, tengo le dita incrociate affinché l’European Recovery Program e il Green Deal europeo diventino un punto di svolta per le relazioni dell’Italia con l’UE e che entrambi i programmi la trasformino nel Paese che merita davvero di essere”.

Parli di te come di un “italiofilo”: potresti spiegarci perché?

“Ho vissuto e studiato in Italia prima di trasferirmi a Londra per intraprendere la mia carriera giornalistica quando avevo circa 25 anni. La mia permanenza non è stata forse abbastanza lunga per permettermi di immergermi veramente nell’architettura, nella cultura e nella storia italiana, ma abbastanza per trasformarmi in un grande italofilo per il resto della vita. Tuttavia, nella mia ammirazione per il vostro Paese, cerco di fare uno sforzo consapevole per escludere i cliché della dolce vita e sullo stile di vita italiano. All’opposto, cerco di leggere il più possibile sull’Italia, mi interesso del patrimonio culturale, dei problemi politici e del disordine ideologico”.

Qual è il tuo ricordo più bello dell’Italia?

“Un weekend alle Cinque Terre di qualche anno fa”.

C’è qualche genere di notizia o di format che consigli per conoscere meglio l’Italia e restare aggiornati su cosa accade qui?

“Per coloro che non parlano ancora fluentemente la lingua, consiglio vivamente un podcast chiamato News in Slow Italian. Parlando con amici e conoscenti, alcuni mi hanno detto che vorrebbero che Good Morning Italia iniziasse a pubblicare in inglese o anche a produrre podcast destinati a stranieri, studenti italiani o studenti di lingua italiana di livello intermedio”.

Grazie del suggerimento! A proposito, qual è stata la tua impressione la prima volta che hai letto Good Morning Italia?

“Ora devo davvero trovare il tempo per leggerlo ogni mattina!”.

Hai qualche suggerimento su testate giornalistiche, libri, podcast o film che un italiano potrebbe utilizzare per capire meglio come gli stranieri vedono il nostro Paese? 

“Per gli anglofoni, un must assoluto è The Week in Italy, newsletter settimanale di Jamie Mackay. Jamie, oltre che un mio grande amico, è uno scrittore e giornalista che vive a Firenze. Da lì lavora per diverse testate internazionali. Nella sua newsletter non ci sono né titoli clickbait né dichiarazioni politiche troppo semplificate. Al contrario, infonde nei suoi testi una forte conoscenza della politica, della cultura, della letteratura e delle arti, per dare ai suoi lettori la prospettiva più chiara possibile su ciò che sta realmente accadendo. Di recente ha anche pubblicato un nuovo libro intitolato The Invention of Sicily: A Mediterranean History e non posso che consigliarlo a coloro che non hanno familiarità con l’affascinante storia del Sud Italia.
Per chi invece preferisce contenuti in italiano, suggerisco Wlodek Goldkorn, giornalista e scrittore prolifico che ha lavorato per L’Espresso. Fuggì dalla Polonia nel 1968, quando il partito comunista dichiarò migliaia di ebrei stranieri indesiderati e nemici dello stato prima di cacciarli dal Paese. Wlodek ha scritto molti saggi e libri affascinanti sull’ebraismo, l’Italia e l’Europa centrale e orientale. E poi ci sono diverse testate straniere che offrono informazioni affidabili e approfondite sull’Italia in inglese, in particolare Politico, Euronews, Guardian, France24 e Project Syndicate, che ospita tra i propri autori Mariana Mazzucato e Yanis Varoufakis.
Tra gli show televisivi, infine, consiglierei Loro di Paolo Sorrentino, il documentario distribuito da Netflix My Way: The Rise and Fall of Silvio Berlusconi e Girlfriend in a coma dell’ex direttore dell’Economist Bill Emmott”.