Sintesi, efficacia e stimolo a informarsi: il briefing al servizio dei dipendenti

Credits: Banca Ifis

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La sintesi non è semplice brevità ma saper estrapolare il succo delle notizie e stimolare la voglia di leggerle. È un po’ questo il senso e l’esperienza con il briefing corporate di Good Morning Italia raccontata da Eleonora Vallin, Responsabile Ufficio Stampa e Media relations presso Banca Ifis.

Come mai Banca Ifis ha deciso di adottare il news briefing?

Eleonora Vallin
Eleonora Vallin

“Il nostro obiettivo era portare il maggior numero di dipendenti a essere informati. Siamo partiti qualche anno fa dall’ottimizzazione della rassegna stampa classica: abbiamo anticipato l’orario dalle 9 alle 8 del mattino e dato a tutta la popolazione aziendale la possibilità di accedere alla rassegna anche dalla Intranet. Nell’ultimo anno abbiamo affinato l’editing, cercando di trovare il giusto equilibrio anche nel numero di notizie da offrire: non oltre 50 articoli. Durante il lockdown del 2020, come comunicazione interna, è stato sperimentato in house un primo embrione di newsletter. Il passaggio al briefing rappresenta un’innovazione dal punto di vista sia della struttura sia della sintesi e ci è parsa la soluzione più adatta per disporre dell’informazione quotidiana con un formato e uno stile appealing”.

Come è stato accolto il briefing?

“Abbiamo ricevuto dei feedback molto positivi dai circa 1.800 dipendenti. In modo particolare abbiamo riscontrato un alto tasso di gradimento tra i più giovani. Ciò che è maggiormente apprezzato è la sintesi, la visione a 360° sulle notizie, la consapevolezza di essere davvero informati a fine lettura e in poco tempo. Consultare una rassegna stampa composta solo da “ritagli”, seppure selezionati ed editati, portava soprattutto i “non addetti ai lavori” a leggere solo i titoli o a linkare le prime pagine. Il briefing, invece, invoglia alla lettura di un numero più alto di notizie perché esse sono condensate in un unico flusso. È apprezzata la qualità del prodotto, si percepisce che dietro c’è la componente umana, non un algoritmo. Ugualmente è molto gradito l’uso di link a testate straniere che sono considerate uno stimolo e una contaminazione”.

Il briefing ha tre diversi formati che variano in base ai giorni della settimana: ci racconti per quali ragioni avete voluto svilupparli in questo modo?

“Il primo bisogno era quello di assicurare un’informazione legata all’attualità dal lunedì al venerdì con focus sull’economia, la finanza e la politica interna. I formati del sabato e della domenica hanno l’obiettivo di allargare l’orizzonte dei temi affrontati e invogliare ad aprire l’e-mail anche durante il weekend. In quest’ottica, il sabato abbiamo scelto di approfondire i temi della sostenibilità in linea con la nostra strategia aziendale, in modo da poter leggere notizie che ci tengano aggiornati e creino ingaggio su questi temi. La domenica, invece, in linea con i piani editoriali di molti quotidiani, è diventata anche per Banca Ifis la giornata della cultura e dell’intrattenimento ma soprattutto l’occasione di lettura più lenta e approfondita, ad esempio, degli editoriali pubblicati durante la settimana”.

Quali sono le altre fonti di informazione che usate correntemente?

“Le agenzie di stampa, oltre a una serie di abbonamenti digitali ai principali quotidiani italiani e stranieri che abbiamo reso disponibili al top management. Personalmente sono abbonata anche alle newsletter di Repubblica, Sole 24 Ore, Corriere, Il Post e Bloomberg e molte notizie le apprendo dai social. In particolare, LinkedIn. Da un punto di vista organizzativo, utilizziamo le chat di gruppo su WhatsApp per condividere i flussi informativi”.

E voi come fate e gestite informazione verso l’esterno?

“Credo molto nella capacità delle aziende di essere anche media company, soprattutto quando hanno e producono contenuti interessanti. Da circa un anno stiamo positivamente sperimentando nuovi spazi di brand journalism. I native e i branded content online sono delle leve di comunicazione aziendale in stile giornalistico molto forti, con ritorni misurabili in termini di visualizzazioni, link e accessi al sito di riferimento. L’obiettivo è riuscire a far parlare di sé senza essere autoreferenziali ma attraverso il racconto di fatti, attività legate ai business, con nuovi format come quello evergreen dell’educazione finanziaria o i più attuali podcast, o grazie alla potenza dei dati di cui ci si può fare interpreti e osservatori. La leva è sempre la qualità”.

Un’ottica globale e locale: come il briefing aiuta a indirizzare l’azienda nel mondo che la circonda

Credits: Amplifon

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Un’ottica globale e insieme locale, tutto in un unico strumento: il briefing del mattino, prodotto da Good Morning Italia per Amplifon, è “una sintesi ragionata, una guida attraverso le specificità locali” delle diverse regioni in cui è presente l’azienda e il “contesto globale” che le connette, come spiega Luca Marini, Corporate Communication & CSR Associate Director di Amplifon.

Per cominciare, perché avete scelto di adottare il briefing mattutino?

Luca Marini

“Nasce da un percorso di progressiva valorizzazione di quella che è la sintesi ragionata, partito prima a livello individuale e poi via via sviluppato e coltivato anche in ambito professionale, per cui da lettore di Good Morning Italia ho pensato che sarebbe stato un servizio utile da offrire a tutti i dipendenti. In precedenza esisteva la classica rassegna, che però non forniva una sintesi ragionata e “glocal”, dell’universo più ampio in cui si muove l’azienda e le sue persone. Il lavoro interessante che stiamo facendo insieme, fornendo un contesto sia nazionale sia globale, è proprio fornire uno strumento di lettura a prova di multinazionale”.

Come si integra il briefing con il resto del lavoro di comunicazione interna?

“In realtà, il briefing affianca ed integra gli strumenti di comunicazione interna, ma non li sostituisce. È per noi uno strumento di condivisione e riflessione su ciò che il mondo dice e pensa su argomenti di nostro interesse, non è la voce dell’azienda su quegli argomenti”.

Come è stato accolto dai dipendenti?

“In linea con l’approccio data-driven dell’azienda, abbiamo fatto una prima survey dopo sei mesi dall’adozione rivolta al leadership team globale e locale, che è stato il primo nucleo a ricevere il briefing. Di recente, dopo aver esteso il servizio a tutta la popolazione aziendale, abbiamo proposto una nuova survey con cui abbiamo, per esempio, avuto conferme e indicazioni interessanti riguardo all’approccio sempre più “glocal” e targetizzato del contenuto che ci permette di poter osservare come i trend globali dei quali siamo attori si declinano nelle diverse realtà in cui operiamo, secondo le sensibilità dell’opinione pubblica e dei media locali”.

Allargando il discorso, quali sono altre fonti di informazione rilevanti per te?

“Ammetto che mi piacerebbe riuscire ad avere un approccio un po’ più “esplorativo” rispetto a quello che ho attualmente: sono molto interessato alle newsletter che trovo siano uno strumento che si è evoluto sia in fatto di contenuto sia di formato. In un mondo che si contende la nostra attenzione di continuo con decine di notifiche push, la newsletter è ‘pull’, si basa sulla fiducia, sulla relazione. In questo senso una che apprezzo molto è ‘Morning Brew’, oltre che per lo stile anche perché ha delle forme di collaborazione con le aziende su una serie di contenuti decisamente innovative”.

Dall’IRI al briefing: com’è cambiata l’informazione di Fincantieri

Credits: Fincantieri

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Una buona informazione – selezionata, accurata, costruita su misura per le proprie esigenze – è un valore: come abbiamo scritto in un precedente post, c’è un intero filone di studi che si concentra sull’economia dell’attenzione e sull’impatto che questa risorsa, scarsa e preziosa, ha nei processi di un’organizzazione.

Antonio Autorino

In quest’ottica abbiamo incontrato Antonio Autorino, responsabile dei rapporti con la stampa del gruppo Fincantieri, che da quattro anni utilizza un briefing corporate, battezzato “FinNews” e prodotto da Good Morning Italia, per informare il management e i dipendenti. 

Perché avete scelto di creare FinNews?
“L’idea di FinNews è nata per rendere il servizio di rassegna stampa più efficiente e accattivante. Siamo un’azienda nella quale c’è per tradizione molta attenzione alle news, una cultura che ci deriva dai tempi dell’IRI, che ha fatto scuola al privato anche in questo ambito. In questo senso la nostra rassegna è un prodotto che si è progressivamente evoluto in base alle tecnologie disponibili: oggi il briefing rappresenta la soluzione per disporre di un prodotto ben confezionato in tempi contenuti che mette a disposizione un’informazione corretta e ad ampio spettro, in grado di dare a chi lo legge il ‘flavour’ della notizia. La scelta di un briefing digitale ha anche un doppio risvolto pratico: ci ha permesso di estendere a tutti i dipendenti  la possibilità di ricevere la rassegna stampa, passando così da qualche decina di manager a una popolazione aziendale di circa seimila persone. Il secondo vantaggio va letto in chiave di sostenibilità, perché abbiamo abolito la riproduzione delle copie cartacee che venivano stampate in passato”.

Quali sono i temi più rilevanti del briefing?

“Comincerei senz’altro dalle notizie che coprono i temi legati ai business aziendali: la cantieristica, lo shipping, la difesa e, più recentemente, il mondo delle infrastrutture. Poi per noi è altrettanto fondamentale avere un quadro chiaro dei grandi temi di attualità, di taglio economico, politico e del mondo del lavoro”. 

Come si è evoluta la cultura della comunicazione in questi anni in un’azienda globale come Fincantieri?

“Come dicevo abbiamo sempre avuto una  grande attenzione all’informazione e questa è rimasta una costante nel tempo. L’evoluzione è più legata ai mezzi tecnologici a disposizione e poi ovviamente si accorda alle strategie del gruppo. Indubbiamente un elemento fondamentale è la considerazione da parte del management dell’importanza di ricevere le notizie presto e attraverso un servizio di qualità, riconoscendo in questo un vantaggio, quello di poter essere reattivi, con cognizione di causa, sia da un punto di vista decisionale sia più propriamente comunicativo”.

Come si inserisce il briefing nella routine di lavoro?

“D’abitudine monitoriamo le notizie in modo costante durante la giornata, inviando anche due aggiornamenti quotidiani curati dall’ufficio stampa. Poi il monitoraggio prosegue fino alla sera tardi, sia per seguire specifiche vicende sia per verificare concretamente che riscontro sta trovando il lavoro fatto. Dopodiché al mattino, la fase di verifica della bozza del briefing è il momento in cui si limano i dettagli”.

Il tuo team è un team abbastanza giovane: che ruolo hanno avuto nella scelta di adottare il briefing?

“Per età anagrafica e mentalità hanno avuto un ruolo determinante. Infatti sono stati loro a spingere per un aggiornamento che, tra l’altro, ha richiesto anche un grosso sforzo sotto il profilo informatico. Di sicuro, a loro va il riconoscimento per la freschezza e l’entusiasmo dedicato per sostenere e cavalcare questo importante cambiamento”.

Attenzione e notizie: ci serve un filtro!

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Rievocare la fine degli anni ‘60 potrebbe sembrare in questo momento una scelta estemporanea o nostalgica, ma in quel periodo – tra settembre e ottobre 1969, per l’esattezza – accadevano due eventi che sono rilevanti ancora oggi: il 29 ottobre 1969 si realizzava il primo collegamento tra due computer all’interno della rete Arpanet, mentre poco tempo prima Herbert Simon, professore alla Carnegie-Mellon University di Pittsburg in Pennsylvania, in un intervento pubblico parlò per la prima volta di economia dell’attenzione

Simon, che era un economista, ma si occupava anche di psicologia, organizzazione aziendale e intelligenza artificiale, portò l’attenzione su due temi fondamentali, come racconta un approfondimento pubblicato dall’European Journalism Observatory: il primo era la necessità di analizzare e comprendere le conseguenze della tecnologia sulle nostre vite e il secondo, consequenziale, era lo stretto rapporto tra lo sviluppo di una società dell’informazione e la capacità degli esseri umani di stare dietro a un’abbondante, abbondantissima quantità di informazioni.
L’idea di Simon è semplice e (oggi) ci è familiare: se in una società un elemento abbonda, per contro ci sarà la mancanza di qualcos’altro. Questo altro è, appunto, la nostra attenzione.

Senza soffermarci troppo sulla parabola ascendente della ricchezza di informazioni di cui disponiamo oggi, in rapporto agli anni ‘60 ma anche rispetto a pochi anni fa, oggi i contenuti digitali sono accessibili per circa 3,4 miliardi di persone nel mondo. Ma è altrettanto chiaro che il livello di attenzione, che oggi è più facile da misurare rispetto a quanto si potesse fare in passato con lettori e spettatori, è nettamente fugace.

Simon nel suo studio analizzò quali sistemi potevano essere d’aiuto per far rendere al meglio l’attenzione di chi all’interno di un’organizzazione complessa deve valutare, elaborare e smistare le informazioni:

“Un sottosistema di elaborazione delle informazioni, ridurrà la domanda netta di attenzione del resto dell’organizzazione solo se assorbe più informazioni, precedentemente ricevute da altri, di quelle che produce, se ascolta e pensa più di quanto parli”, sintetizza l’analisi dell’European Journalism Observatory, riguardo alle conclusioni del ragionamento di Simon. 

In altre parole, un po’ come quando usiamo un filtro per il rubinetto della cucina, usare strumenti che aiutano a selezionare l’informazione è un modo per migliorare la qualità dell’informazione stessa che riceviamo e di favorire un uso più efficiente della nostra scorta giornaliera di attenzione – e di quella della nostra azienda, organizzazione o team. 

Conseguentemente, è plausibile considerare l’esistenza di un salutare effetto a catena: più concentrazione, maggiore utilità estratta dalle informazioni, meno spreco di energie e tempo per comprendere la rilevanza di ciò che accade.

Se siete alla ricerca di un “filtro” per la vostra organizzazione, provate a dare un’occhiata ai nostri abbonamenti per le aziende oppure scriveteci per un’offerta corporate, su misura per le vostre necessità. 

Good Morning Italia compie 8 anni!

Con il briefing di questa mattina, sono esattamente 2.922 (bisestili inclusi) mattine che ci svegliamo insieme, con le notizie più importanti del giorno.

Oggi per noi è una mattina un po’ più speciale del solito: è il nostro ottavo compleanno!

Non ancora cifra tonda, ma sicuramente un traguardo di cui, grazie a ognuno di voi, i nostri abbonati, possiamo dirci fieri!

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Pronti per festeggiare?
Il mattino ha l’oro in bocca.

L’anno che verrà 2021. L’introduzione di Beniamino Pagliaro

Questa è l’introduzione di “2021 L’anno che verrà”. Il libro si può scaricare gratuitamente dal sito di Good Morning Italia. La versione audiolibro è in esclusiva su Audible.

L’anno che verrà ci deve molte risposte. Le domande che avremmo fatto al futuro sono moltiplicate perché abbiamo vissuto tempi inediti e complicati. Dovremo però saper guardare con coraggio al nuovo anno, consapevoli di aver imparato qualcosa.

L’economia globale crescerà del 5,2% e per una volta l’Italia dovrebbe crescere esattamente allo stesso ritmo. Ma le variazioni percentuali scontano il confronto con l’anno dei lockdown, una crisi che davvero non è stata come le altre. La relativa ripresa economica farà vincitori e vinti, e il ruolo dello Stato nell’economia diventerà sempre più importante.

Il 2020 incredibile che abbiamo vissuto è stato profondamente iniquo: è stato dirompente sulle nostre vite, sulle nostre giornate, perché ci ha chiuso in casa e reso fragili. Le nostre vite sono cambiate. Ma nonostante il mondo dovrebbe essere la somma degli individui che lo abitano, l’economia (e dunque la politica) ha improvvisamente accelerato i percorsi che aveva in mente prima della pandemia. Le abitudini dei consumatori hanno fatto un balzo in avanti di dieci anni in otto settimane, portando sempre più a un sistema ibrido tra digitale e fisico.

Chi era pronto, si è messo a correre. Chi avrebbe dovuto tirare giù la saracinesca dieci anni fa, se avesse avuto l’attenzione di guardare i numeri in faccia, rischia di essere travolto. I Paesi dove molte imprese sono piccole soffriranno di più, e l’Italia è fra questi. Eppure ci sono segnali di luce: milioni di lavoratori e centinaia di migliaia di imprese hanno cambiato metodo di lavoro, scoperto le opportunità del digitale, lanciato nuovi prodotti.

Questo libro non è un’enciclopedia: è una selezione e un esercizio. Ogni mattina Good Morning Italia prova a capire la giornata che sarà, e questo libro segue lo stesso modello. Chiedo sempre ai nostri autori di scrivere (e dunque pensare) al futuro: quest’anno è stato un compito complicato, perché vedere il futuro è meno facile e tutto sembra condizionato dagli ultimi mesi (anche quando non è così). Dunque abbiamo provato a isolare il virus all’inizio, perché è tempo di occuparsi del dopo, a volte persino accettare l’incertezza, ma non farsi consumare e perdere di vista l’orizzonte.

Se lo Stato controlla l’economia, se lo Stato si occupa di curarci, se lo Stato deve aiutare i più deboli, una parola chiave del 2021 è fiducia. Senza fiducia non c’è vaccino, e a un certo punto non c’è nemmeno la democrazia. Chi si candida a diventare classe dirigente (in politica, nei media, nelle aziende) deve ricostruire la fiducia, una parola alla volta. Senza fiducia, le scorciatoie degli stati autoritari sono tecnicamente più efficienti nel mondo confuso del 2021. I sistemi democratici devono dimostrare che esiste una via alternativa. Joe Biden ha quindi una grande responsabilità ma anche un’ottima occasione per spiegare che una società democratica, multilaterale, liberale, non solo è possibile ma è migliore.

Sul Resolute desk, la scrivania dello Studio Ovale, Biden troverà molte domande lasciate da Donald Trump: il rapporto con la Cina e la guerra commerciale (secondo alcuni sarebbe invece una guerra tra classi sociali all’interno dei singoli Paesi), la regolazione delle aziende tech che diventano troppo grandi e trasversali, la crisi climatica, i rapporti con il Sud del mondo (ancora più indebitato). Trump ha perso, ma molto dipenderà dalla forza delle risposte di Biden e Kamala Harris.

La prevalenza dello Stato non deve però far dimenticare il ruolo delle imprese, da cui lavoratori e consumatori esigono sempre di più: diritti, accountability e purpose, due parole che ci viene più facile dire in inglese ma significano semplicemente scegliere il proprio posto nel mondo. Soprattutto in Italia, le imprese dovranno saper accompagnare lo Stato nella transizione dall’economia ingessata della pandemia al tempo della ricostruzione. Chi ha la responsabilità del governo dovrà capire che sta lavorando per i prossimi trent’anni e iniziare a curare una ferita che divide l’Italia tra boomers e millennials. Non andrà tutto bene, ma i compiti per casa non si possono più rinviare.

Good Morning Italia fa parte del Paese e prova a fare la sua parte, crescendo. Nuovi abbonati, nuove imprese, nuova informazione. Sembra semplice. Grazie a chi ci ha scelto, questo è il nostro regalo. Buon anno.

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Introduzione di Beniamino Pagliaro. Testi di Gaia Berruto, Marco Bresolin, Mario Calabresi, Stefano Cappellini, Federica Cherubini, Paolo Condò, Marco Cremonesi, Francesco Cundari, Nino Cartabellotta, Gabriele Crescente, Ferruccio de Bortoli, Gianni Dragoni, Andrea Garnero, Ferdinando Giugliano, Antonello Guerrera, Stefano Feltri, Cecilia Ferrara, Federico Ferrazza, Francesco Franchi, Gianna Fregonara, Nur Al Habash, Federico Larsen, Silvia Lazzaris, Paolo Legrenzi, Alexios Mantzarlis, Michele Masneri, Tonia Mastrobuoni, Matteo Matzuzzi, Viviana Mazza, Matteo Miavaldi, Maurizio Molinari, Stefano Montefiori, Francesco Olivo, Marta Ottaviani, Marta Perego, Simone Pieranni, Manuela Perrone, Lorenzo Pregliasco, Filippo Santelli, Giuseppe Sarcina, Beppe Severgnini, Giordano Stabile, Anna Stefi, Lorenzo Simoncelli, Matteo Tacconi, Chiara Valerio, Anna Zafesova, Federica Zoja.

Vogliamo ringraziare i medici e gli infermieri con un regalo

Alla fine di questo 2020 dovremmo saper dire molti grazie. A Good Morning Italia abbiamo deciso che vogliamo dire un grazie particolare ai medici e agli infermieri, impegnati mai come in quest’anno tragico, in cui in molti hanno perso la vita lavorando. Tutti i medici e gli infermieri che lo vorranno avranno in regalo un abbonamento annuale al nostro daily briefing.

È solo un piccolo gesto, ne siamo consapevoli. Ma siamo convinti del valore simbolico di questa scelta: una corretta informazione può aiutare i cittadini anche in questi tempi difficili.

Come richiedere il regalo

  • Se sei un medico o un infermiere, puoi richiedere subito l’attivazione compilando questa form inserendo nome, cognome, email preferita per ricevere il daily briefing, numero di tesserino e Ordine dei medici o degli infermieri di appartenenza;
  • È un regalo, dunque non è richiesto alcun metodo di pagamento, e non è previsto alcun rinnovo automatico o obbligo al termine del periodo di abbonamento gratuito;
  • Riceverai un coupon per attivare l’abbonamento sull’email che indicherai nella form;
  • Sarà possibile richiedere il regalo fino al 31 gennaio 2021
  • Se vuoi avvisare un amico o collega, questa è la short url da usare: http://bit.ly/regalo-medici-infermieri

Compila la form per chiedere il regalo

Clicca qui per compilare la form in pochi secondi.

Per informazioni: mail@goodmorningitalia.it. Per ragioni tecniche, i medici o infermieri già registrati nel nostro database non potranno utilizzare questa opzione: regaleremo loro un coupon per un amico.

Cos’è Good Morning Italia e cos’è il nostro daily briefing

Good Morning Italia è un’impresa nata nel 2013 con l’idea di dare un buongiorno informato ai propri abbonati: il nostro daily briefing arriva puntuale ogni mattina via email ed è stato scelto da oltre ventimila abbonati e imprese. Il daily briefing è un concentrato di notizie selezionate da una redazione di giornalisti per non perdere i fatti più importanti e capire il mondo che cambia. Se non sei un medico o un infermiere puoi provare comunque il nostro daily briefing.

L’Anno Che Verrà 2021

L’anno che verrà 2021

L’anno che verrà 2021 è online!
Puoi scaricarlo per leggerlo.
Ascoltarlo in versione audiolibro su Audible.
Condividerlo con amici e parenti: è un regalo!
Grazie agli autori, ai nostri partner illy, Amazon.it, Fincantieri e al media partner Sky TG24.

Un altro anno è passato, non un anno qualsiasi, ma un anno che si è conquistato – nostro malgrado – un posto nella storia.

E, anche se Albert Camus diceva che il giornalista è lo storico dell’istante, rendersi conto di essere in mezzo alla storia e di dover anche provare a raccontarla o anche solo a ipotizzarla in modo sensato, non è affatto semplice.

Oggi esce L’anno che verrà 2021, il nostro libro – disponibile anche in versione audiolibro su Audible – nel quale, come ogni anno, abbiamo chiesto a giornalisti ed esperti di indicarci quali saranno i temi più rilevanti dell’anno che sta per cominciare.

Una domanda su cui, non lo nascondiamo e non poteva essere diversamente, pesa tutto ciò che è cambiato nelle nostre vite nel corso del 2020. Se in passato c’era sempre un dubbio iniziale, una riflessione, un ragionamento che poi evolvevano fino a diventare i capitoli del libro, quest’anno, ancor di più, l’incertezza ci ha accompagnato. Ma siamo convinti che anche dall’incertezza e dalla consapevolezza della sua continua presenza, possano arrivare stimoli utili per chi fa il nostro mestiere e per chi, come voi abbonati, sceglie con noi di provare comunque a guardare avanti.

La situazione, anche se abbiamo – almeno in minima misura – stabilito delle regole di convivenza con la pandemia, non è ancora cambiata. Vedere il futuro resta un esercizio quanto mai difficile. Dargli fiducia ancora di più. Ma proprio per questa, forse, è importante provare comunque ad alzare la testa per cercare, nonostante tutto, di scrutare l’orizzonte.

Come facciamo tutte le mattine.
Buon Anno da Good Morning Italia!

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A Natale regala Good Morning Italia!

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Fatto l’albero, fatto il presepe, accese le luci, una spruzzata di neve è arrivata… A Natale non manca ormai molto, per cui è tempo di regali, giusto?

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Nasce Feltrinelli Education, la prima piattaforma di lifelong learning a firma Feltrinelli

Da oggi è online Feltrinelli Education, la piattaforma di lifelong learning di Feltrinelli, nata con l’obiettivo di mettere in contatto il bagaglio di conoscenze ed esperienze di autori ed esperti con le trasformazioni del mercato del lavoro.
Good Morning Italia curerà i contenuti del Magazine collegato alla piattaforma e una newsletter settimanale per restare aggiornati sui temi e le iniziative di Feltrinelli Education.

Nasce oggi Feltrinelli Education, la prima piattaforma di lifelong learning lanciata da un editore con l’idea di mettere in relazione i migliori talenti del mondo culturale, artistico, economico e scientifico con i più moderni format di formazione professionalizzante. Non solo, una piattaforma che intercetta e abilita le realtà più innovative nel campo della formazione per una serie di prodotti in linea con la vera sfida del momento: mettere in contatto il bagaglio di conoscenze ed esperienze con le trasformazioni del mercato del lavoro.
Il mondo del lavoro cambia? Dobbiamo di conseguenza aggiornare il nostro percorso di formazione e renderlo accattivante, dinamico, piacevole e utile. Questo l’obiettivo di Feltrinelli Education che decide di puntare su sei precisi ambiti della conoscenza, oggi indispensabili: Comunicazione & Creatività, Economia & Marketing, Digital Change, Formazione ed Educazione, Soft Skills e Complessità.

Eva Cantarella, Filippo Ceccarelli, Marco Balzano, Umberto Galimberti, Tito Boeri, Chiara Gamberale, Massimo Recalcati, Telmo Pievani, Gad Lerner, Concita De Gregorio, Oliviero Toscani, Massimo Polidoro, Francesca Bria, Simonetta Agnello Hornby, Luca De Biase, Dino Pedreschi, Carlo Greppi, Alberto Felice De Toni, Lucia Annunziata, Carlo Cottarelli sono solo alcuni dei protagonisti del mondo della cultura, dell’innovazione, dell’economia chiamati a partecipare a questo innovativo progetto che vede il coinvolgimento di partner selezionati da Feltrinelli tra le più virtuose realtà nazionali e locali dell’education, come Accurat, H Farm, Synesthesia, Zala Consulting, Future Education Modena, Talent Garden, Tiresia – Politecnico di Milano, Onde Alte, Lifeed, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – SISSA, Dharma Academy, Apogeo, Aula B, Scuola Holden e Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.

L’offerta di formazione fluida e continua di Feltrinelli Education trova il suo elemento distintivo nella commistione di aspetti cognitivi, umanistici, comportamentali e digitali e nell’integrazione di knowledge e soft skills, per fornire a cittadini, imprese e insegnanti corsi, laboratori, webinar e
innovative Lezioni d’Autore come moderne chiavi di lettura per affrontare il cambiamento.
A comporre questa proposta di lifelong learning oltre 80 prodotti educativi, tra formazione ed edutainment, ibridi e trasversali, fruibili live e on demand sulla piattaforma digitale
FeltrinelliEducation.it.

“A 90 anni dalla nascita di Inge Feltrinelli, entusiasta trascinatrice del nostro Gruppo per oltre cinquant’anni – dichiara Carlo Feltrinelli, Presidente del Gruppo Feltrinelli – oggi Feltrinelli sceglie ancora una volta di ritagliarsi un ruolo concretamente pionieristico e di aprire nuovi mondi al servizio della conoscenza: il digitale non è solo affascinante scenografia, ma coprotagonista del nostro futuro. Diamo oggi il benvenuto a Feltrinelli Education, l’ingresso autoriale del Gruppo nel panorama della formazione professionalizzante con una serie davvero sorprendente di corsi, laboratori e Lezioni d’Autore, e alla nuova Libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, che conferma la centralità del libro e del mestiere del libraio ma li innesta con strumenti tecnologici innovativi e una relazione virtuosa con le nostre piattaforme di e-commerce: una nuova esperienza totale, immersiva, contemporanea”.

“Ci troviamo nel momento più impegnativo della nostra storia recente, in cui saper combinare al meglio economia e visione d’impresa diventa cruciale. Cerchiamo di cogliere e leggere i bisogni dei nostri clienti, delle nostre community, dei nostri lettori, guidandoli verso nuovi modelli di comprensione della realtà e di sviluppo del pensiero. Con questa giornata, speciale per il nostro Gruppo, riaffermiamo il nostro presidio culturale ma lo proiettiamo nel futuro, della formazione e della multicanalità”, prosegue Roberto Rivellino, amministratore delegato di Gruppo Feltrinelli.

“Feltrinelli Education nasce per riconnettere la formazione alle esigenze della vita reale, alle evoluzioni sempre meno prevedibili dello sviluppo professionale, alla necessità di individuare i percorsi più adatti a ciascuno di noi, aumentando la nostra competitività sul mercato del lavoro – afferma Massimiliano Tarantino, Direttore di Feltrinelli Education – Nella convinzione che il confronto con noi stessi e con gli altri sia non solo possibile, ma anche una piacevole scoperta”.